Che il cambiamento spaventi, è un fatto assolutamente possibile, naturale. Che sia sociale, culturale, economico o tecnologico, ci sarà sempre una situazione “critica” da affrontare. “Crisi” è termine che dice rottura, trasformazione: è come ci si pone dinanzi a questa, come si decide di gestirla, che fa la differenza.
Bisogna essere capaci di leggere dentro il tempo della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale (IA), (“intus-legere”, avere “intelligenza”, appunto) opportunità, non solo minacce. Un modo positivo per vivere da protagonisti oggi, a livello professionale, è quello di puntare su una Formazione completa e mirata nelle Lingue e nell’Informatica.
Che sia per scrivere codici, tradurre, comunicare o gestire progetti complessi, l’IA automatizza processi ripetitivi e ci consente di liberare risorse per pianificare nuove attività, ma con la consapevolezza che non può eguagliare la capacità umana di comprendere, adattarsi in modo creativo e integrare nuove competenze.
Ecco perché non va a sostituire chi la sa gestire e innovare, semmai soltanto chi smette, già in partenza, di volerla comprendere.
Conoscere e parlare più Lingue, poi, assieme al saper programmare o gestire strumenti digitali, ci connette con persone, aziende e mercati globali. Possiamo intraprendere collaborazioni a distanza, lavorare per aziende internazionali o freelance, da ovunque. E ciò non è affatto scontato.
Ancora poco più di tre anni fa, secondo un’indagine di Sales Force (2022), il 76 % dei lavoratori intervistati in 19 Paesi non si sentiva attrezzato per affrontare un mondo “digital-first”. Da allora, sono aumentati gli annunci di lavoro online che richiedono competenze in IA. Le lingue, inoltre, potenziano la capacità di comprendere e adattare strumenti AI globali, che spesso nascono in Inglese. E questo è uno dei motivi per cui profili professionali con competenze informatiche e digitali e una buona conoscenza delle Lingue, trovano lavoro più facilmente.
Chi si forma oggi, giovane o professionista che intenda riqualificarsi, molto spesso sceglie di non dipendere da un unico ruolo, azienda o mercato. Può così reinventarsi, lavorare da remoto, cambiare settore, creare progetti personali. Oppure, impegnandosi in un’unica realtà lavorativa, può crescere e aggiornarsi professionalmente.
Chi non evolve rischia di essere tagliato fuori. La formazione dà autonomia e resilienza, le due doti più preziose in un mondo che cambia rapidamente, per restare rilevanti, competitivi e liberi nel mercato del lavoro.